Harman Phoenix, Red e Azure: tre modi di riscrivere il colore

Tre pellicole creative made in UK, nate nella stessa fabbrica delle Ilford: vi raccontiamo la storia di Harman Phoenix II, Red e Switch Azure, come scattano e come tirarne fuori il meglio.

Se vi piace sperimentare in analogico, queste tre fanno per voi! Harman ci propone tre pellicole a colori dal carattere fortissimo, tutte prodotte in Inghilterra, che non cercano di restituire la realtà così com’è: la reinventano. Ve le raccontiamo una per una.

Harman, dal 1879

La storia comincia nel 1879, quando Alfred Harman inizia a produrre lastre fotografiche nel seminterrato di casa sua, a Ilford, alle porte di Londra. Da quel piccolo laboratorio nascerà Ilford, uno dei nomi storici del bianco e nero. Oggi l’azienda porta proprio il nome del fondatore, Harman Technology, e continua a produrre le pellicole Ilford e Kentmere nella fabbrica di Mobberley, nel nord-ovest dell’Inghilterra.

A fine 2023 è arrivata la svolta: Phoenix 200, la loro prima pellicola a colori, progettata e prodotta interamente in casa. Da lì è partita una vera sperimentazione sul colore, da cui sono nate le tre pellicole di cui vi parliamo oggi.

Phoenix II 200: il carattere, ma più rifinito

Uscita a luglio 2025, è la seconda generazione della Phoenix, riprogettata da capo strato per strato. Rispetto alla prima è più nitida, con colori più fedeli e più dettaglio nelle luci e nelle ombre, ma il carattere resta: grana pronunciata, contrasti decisi e aloni dorati intorno alle luci più forti, cioè un leggero bagliore che si allarga attorno alle fonti luminose. È più prevedibile della prima versione, ma pur sempre sperimentale, le ombre tendono a chiudersi in fretta, quindi meglio non risparmiare sulla luce.

Fichi d’India in primo piano e un porto turistico sotto un cielo tempestoso
Harman Phoenix II 200: grana, contrasto e aloni dorati

Harman Red 125: il mondo in rosso

Arrivata a febbraio 2025, la Red è una pellicola redscale: parte dall’emulsione della Phoenix, ma è costruita al contrario, così la luce attraversa prima la base e lo strato sensibile al rosso. Il risultato sono scenari distopici dominati da rossi, arancioni e gialli, in cui i blu quasi spariscono. Qui l’esposizione (cioè quanta luce fate arrivare alla pellicola) è fondamentale:

  • sottoesposta (meno luce del previsto): rossi profondi, ombre marcate e grana più grossa;
  • esposta a 125: toni arancioni più uniformi e ombre più morbide;
  • sovraesposta (più luce): grana più fine, immagini più luminose e toni che virano verso il seppia e il verde.
Un paese sul lago visto dall’alto, tutto in toni di rosso, arancione e giallo
Harman Red 125: rossi, arancioni e gialli dal sapore distopico

Harman Switch Azure 125: i colori si scambiano

È l’ultima arrivata, uscita a marzo 2026. Come suggerisce il nome, “switcha” i colori: Harman ha invertito due dei tre componenti che generano il colore, e così i blu diventano arancio, i gialli azzurri e i rossi virano al viola. Cieli rosa e arancioni, banane azzurre, fragole blu: uno scatto un po’ surreale, ma anche molto giocoso! Rende al meglio all’aperto e con tanta luce, meglio ancora sotto un cielo sereno.

Una persona davanti a un affresco, con i colori virati verso l’azzurro
Harman Switch Azure 125: i blu diventano arancio, i gialli azzurri

I nostri consigli per scattarle

Le Harman sono pellicole con poca latitudine, cioè con poco margine di errore sull’esposizione e anche piccole variazioni cambiano contrasto, saturazione e colore. Per questo:

  • fate attenzione alla luce ed esponete sui mezzitoni, misurando la luce su una zona né troppo chiara né troppo scura;
  • evitate le scene troppo contrastate delle ore centrali della giornata;
  • Red 125: la sottoesposizione esalta i rossi. Per un risultato “apocalittico” impostate la macchina a 160–200 ISO (così la pellicola riceve un po’ meno luce di quella che le servirebbe) e cercate una luce diffusa, morbida e senza ombre dure;
  • Azure 125: secondo la scheda ufficiale dà il meglio di sé a 125 ISO, ma si può esporre anche tra 50 e 200. All’inizio vale la pena provare lo stesso scatto a esposizioni diverse.

Sul nostro Instagram trovate il post dedicato, con gli scatti di esempio di tutte e tre le pellicole.

Avete già provato una di queste tre pellicole? Taggateci nei vostri scatti su Instagram: siamo curiosissimi di vederli!

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